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BURRO DI KARITE'

BURRO DI KARITE' - Cooperativa Karibu Onlus

 Interessanti notizie su origini, tradizioni, impieghi e proprietà del burro di karitè

“E’ più buono del burro di vacca e più facilmente conservabile”

Non può essere sconosciuto ad alcuna donna, perché in Africa, dove il frutto nasce, sono le donne a custodirlo, raccoglierlo e lavorarlo. L’albero su cui cresce è detto “ della salute e della giovinezza”; può raggiungere i 15 metri d’altezza e il metro di diametro. I frutti sono simili ad avocado, dolci e commestibili, contengono un seme(lungo anche 4 centimetri) che, lavato, schiacciato, arrostito, ridotto ad una pasta, si trasforma in burro.

La coltivazione del karitè presenta molti aspetti positivi quali il sostentamento delle piccole economie locali, i risvolti nell’agricoltura rurale sostenibile, la conservazione della biodiversità e della lotta contro la desertificazione.

 

PROPRIETA’:

-ricchissimo di vitamina A,B,E e F

-altissimo contenuto di in-saponificabili (sostanze fondamentali per tonicità ed elasticità della pelle)

-favorisce l’aumento della circolazione

-emolliente               -antiossidante

-lenitivo              

-filtrante e protettivo dai raggi solari(causa di rughe precoci e formazione di radicali liberi)              

-idratante                  - rigenerante

-cicatrizzante

-antismagliature

 

 

IO COME LO UTILIZZO?

Ha un elevato grado di assorbimento. Posso applicarlo puro, unito ad oli essenziali o all’interno di un unguento preparato con cera d’api, olio (jojoba, argan, mandorle, cocco, oliva, ecc..) o oleolita (macerazione in olio di piante, radici, fiori, foglie) tutto sciolto a bagnomaria con, in seguito, l’aggiunta di oli essenziali a piacere.

Burro puro o miscelato come abbiamo visto può essere utilizzato per:

VISO: dona elasticità, idratazione e protezione anche delle labbra, antirughe e ansietà anche per il decolletè unito ad oli essenziali specifici per questa azione (cipresso, lavanda, rosmarino, limone, menta, geranio, patchouli, timo, ylang ylang e origano).

CORPO: spalmato dona benessere muscolare, un cucchiaio nell’acqua calda del bagno fa si che uno strato sottile si depositi su tutto il corpo (ideale dopo la depilazione)

NEONATO: previene irritazioni e arrossamento da pannolino

DONNA IN GRAVIDANZA: piene le smagliature e la formazione di ragadi al seno. In Africa è usato per indurre i muscoli e accelerare la cicatrizzazione del cordone ombelicale.

CAPELLI: rivitalizza e ristruttura ( posto su tutta la lunghezza del capello, prima dello shampoo, coprendo il capo con un asciugamano caldo per favorire l’assorbimento)

Applicato sulle punte dopo l’asciugatura, nutre e lucida. Protegge dall’azione disidratante della salsedine.

UOMO: ottimo lenitivo dopo la rasatura

FREDDO-SOLE: fissa l’abbronzatura, ottimo per difendersi dall’azione aggressiva del freddo, una piccola quantità alle narici combatte secchezza e irritazione.

SPORT: prodotto di base per lo sportivo di alto livello perché accelera il riscaldamento e facilita il recupero migliorando lo scarico e l’eliminazione delle tossine del muscolo. Tradizionalmente è utilizzato dagli africani per combattere reumatismi, indolenzimenti, storte, lussazioni.

 

E’ utile infine per eritemi, dermatiti, ustioni, couperose, pruriti, eczemi, psoriasi, ulcere cutanee, dopo un’ingessatura, per ammorbidire e prevenire calli

 

 

LEGGENDA

Per alcuni popoli, gli alberi contengono la forza e l’anima degli Dei. Per questo si rivolgono ad essi cantando e pregando, come fece una donna che non aveva figli e desiderava tanto averne uno. Seguì il consiglio di una vecchia che la sentì pregare e chiuse in una calebasse, ovvero una grossa zucca vuota, sette palline di burro di karitè. Per sette sere dovette cantare una canzone davanti alla zucca; la settima sera alzò il coperchio e al posto del burro di karitè, vide una bellissima bambina bianca. Ma quella bambina, proprio perchè era fatta di burro, non doveva uscire alla luce del sole e non doveva lavorare.

Quando crebbe era così bella che molti principi la chiesero in sposa, ma solo uno di essi la sposò promettendo di non farla mai lavorare. Tutto andò bene finchè il principe non dovette partire e la lasciò nella reggia con le altre mogli che erano stanche di lavorare anche per lei e che cominciarono ad insultarla. Così la donna di burro uscì a lavorare e, con il sole, si fuse e tornò ad essere solo burro di karitè. Si dice che la sua anima sia tornata a vivere nell’albero di karitè, dove gli spiriti del burro possono essere utili agli uomini.

 

    Sono Sabrina Guerini,  volontaria della bottega karibu di Gardone Val Trompia, mi sto inoltrando nel mondo dell'autoproduzione , spero che questo testo possa esservi utile e possa essere un modo per approfondire l'argomento.